Obbligo di trasparenza 2020

OBBLIGO DI TRASPARENZA

(Legge 4 agosto 2017, n.124 – articolo 1, commi 125-129.

Adempimento degli obblighi di trasparenza e di pubblicità)

L’anno appena trascorso non evidenzia modifiche sui tempi di erogazione.

Due sono i canali sui quali si indirizza l’attività dell’Associazione, nella sua collaborazione con le istituzioni pubbliche:

  1. il servizio svolto, mediante l’attività di professionisti (psicologi ed assistenti sociali), a vantaggio del funzionamento dei Centri Affidi di Pisa, Livorno, Bassa Val di Cecina e Val di Cornia;
  2. la conduzione della Comunità a dimensione familiare “Croce del sud”, che costituisce un esperimento da valere come base per l’adozione di buone prassi nelle strutture equivalenti (adulto di riferimento convivente, equipe professionale con rapporto 1 a 1 con i ragazzi ospiti e interventi dei volontari dell’associazione nella vita della comunità).

La nostra è un’associazione senza scopo di lucro che utilizza tutti i proventi per i fini istituzionali, intervenendo su progetti a favore dei ragazzi in difficoltà, anche se maggiorenni, ma usciti da periodi di affido senza rientrare nelle famiglie d’origine, caso sempre più frequente nelle esperienze ultime. soci e gli amministratori, i membri del Consiglio Direttivo e la Presidente, essendo volontari, non percepiscono nulla per la loro attività che, se fosse quantificabile ammonterebbe a più di metà delle uscite complessive.

Potete visualizzare e scaricare il documento ufficiale

 

 

 

 

 

 

 

Faamiglia Aperta_Obbigo di Trasparenza

Allontanamento Zero

Oggi è stato presentato il comunicato stampa a cura del Tavolo Nazionale Affido sul disegno di legge regionale piemontese denominato “Allontanamento Zero”, riproposto con lo stesso titolo anche in Emilia Romagna, .

COMUNICATO SUI DISEGNI DI LEGGE REGIONALI: “ALLONTANAMENTO ZERO”

Il Tavolo Nazionale Affido esprime una forte preoccupazione in merito al Disegno di Legge Regionale piemontese presentato dall’Assessore alle Politiche della Famiglia, dei Bambini e della Casa, Sociale, Pari Opportunità Chiara Caucino e in seguito proposto con lo stesso titolo in Emilia Romagna dal consigliere regionale Michele Facci e chiede invece alle Regioni e agli enti preposti, di basare i propri interventi sui “Cinque Principi per rimettere al centro il diritto dei bambini a crescere in famiglia” promossi nel documento del novembre 2019.

Nello specifico del DDLR, sulla base dell’esperienza delle associazioni del Tavolo, si sottolinea che:

  • nella realtà dei fatti la povertà economica non è il presupposto per l’allontanamento: non è sostenibile affermare che gli allontanamenti si possano evitare solo sostenendo economicamente le famiglie.
  • l’allontanamento di bambini e ragazzi viene disposto come extrema ratio dai servizi sociali e a loro tutela, non certo per indigenza dei genitori.
  • la prevenzione è necessaria e va intesa però come l’attivazione di quelle misure e interventi tesi a rimuovere, se possibile, le cause che portano all’allontanamento e non l’allontanamento in sé.
  • gli interventi di supporto alla famiglia di origine sono fondamentali e prioritari, ma qualora le situazioni di vulnerabilità e problematicità familiare mettano a rischio il benessere e preminente interesse dei minorenni deve essere messa in campo una tutela adeguata. L’affido familiare concilia bene la necessità di mettere in protezione un bambino o un ragazzo con quello di offrire un aiuto alla sua famiglia di origine.

Il TNA appoggia e concorda con quanto espresso nel documento elaborato dal Tavolo delle Associazioni Familiari piemontesi che in 11 punti argomenta la contrarietà al DDLR e mette in luce osservazioni importanti che rimettono al centro il minore come portatore di diritti, confermano il suo diritto ad una famiglia e valorizzano l’affido familiare.

LE ASSOCIAZIONI/RETI DEL TAVOLO NAZIONALE AFFIDOAIBI (Associazione Amici dei Bambini), ANFAA (Associazione Nazionale Famiglie Adottive e Affidatarie), Ass. COMETA, Ass. COMUNITÀ PAPA GIOVANNI XXIIIAss. FAMIGLIE PER L’ACCOGLIENZAAss. Naz. FAMIGLIE NUMEROSE, CAM (Centro Ausiliario per i problemi minorili), CNCA (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza), Coord. AFFIDO ROMA (Coordinamento degli Organismi del Privato Sociale iscritti all’albo per l’affido del Comune di Roma), Coordinamento CARE, COREMI – FVG (Coordinamento Regionale Tutela Minori del Friuli Venezia Giulia), PROGETTO FAMIGLIA (Federazione di enti no-profit per i minori e la famiglia), UBI MINOR (Coordinamento Toscano per la tutela dei diritti dei bambini e dei ragazzi), SALESIANI PER IL SOCIALE, AFFIDAMENTO.NET Liguria (gruppo osservatore)

Qui invece le Osservazioni sul disegno di legge “Allontanamento Zero” presentato alla Giunta Regionale del Piemonte dalle Associazioni regionali.

Festa della Vita 2020

Domenica 9 febbraio alle ore 15 alla Stazione Leopolda a Pisa ci sarà un pomeriggio per bambini e adulti.

L’evento è stato organizzato dal Centro di Aiuto alla Vita Pisa con il supporto di Stazione Leopolda,  SP ENS PisaA MarianeveGruppo Missioni AfricaLa Quercia Millenaria Toscana ODV  e Famiglia Aperta.Una festa per celebrare la vita e la dignità di ogni persona, in ogni fase e condizione si trovi. Quest’anno i protagonisti saranno i bambini e sarà dedicato spazio alla genitorialità.

Una festa per grandi e piccoli:
– Spazio bambini con spettacoli, animazioni, laboratori e un grande baratto, con la Ludoteca Il Piccolo Mondo di Anna e l’Associazione Il Gabbiano
– Spazio mamme e babbi in attesa per un confronto con ginecologa, pediatra e counselor.
– Spazio allattamento con ostetrica.
– Concerto del Libero Coro Bonamici, il Cerchio del Suono, esperienza musicale che ci fa vivere esperienze e sensazioni di vita prenatale.
– Spazio storie, per riflettere sulla delicatezza della vita e sull’accompagnamento dei figli.
– Spazio ascolto.
– Spazio consulenze e approfondimenti pratici.
Banchetti di associazioni.
 
L’Ente Nazionale Sordi di Pisa curerà la traduzione degli interventi in LIS (Lingua dei Segni Italiana)
 
TUTTI GLI EVENTI SONO GRATUITI

Non scordate l’appuntamento: intervenite numerosi!!!

Convegno del 30 novembre 2019

L’Associazione Famiglia Aperta ringrazia tutti i partecipanti al Convegno Mutamenti Sociali nel Sistema Familiare: nuove sfide per l’affido, che si è tenuto a Pisa alle Officine Garibaldi il 30 novembre 2019.
Tutti gli intervenuti hanno condiviso una importante giornata di studio e riflessione sul tema dell’affido. Con questa iniziativa l’Associazione ha inteso rilanciare e focalizzare l’attenzione sull’Affidamento  Familiare, a partire dalla normativa vigente, tenendo conto delle nuove prospettive e delle possibili innovazioni che i cambiamenti sociali e culturali pongono a questa forma di solidarietà che conserva intatto il suo grande valore civile.

Potete scaricare gli atti del convegno con gli interventi di tutti i relatori, ai quali va uno speciale ringraziamento per il loro importante contributo

Atti convegno Famiglia Aperta

Ricordiamo che l’iniziativa era rivolta sia agli operatori che si occupano di affido e di sostegno alla fragilità genitoriale, sia alle famiglie affidatarie o comunque interessate ad un percorso di apertura e accoglienza.
L’affluenza è stata buona: hanno partecipato assistenti sociali ed operatori del settore, iscritti alla lista della Società della Salute insieme a soci, sostenitori e volontari anche di altre associazioni in rete con Famiglia Aperta

Mutamenti Sociali nel Sistema Familiare: nuove sfide per l’affido

Giornata di studio e riflessione alle Officine Garibaldi – Pisa – 30 novembre 2019

Nella bella cornice delle Officine Garibaldi, promossa dall’Associazione Famiglia Aperta in collaborazione con la Società della Salute Pisana, il 30 novembre si è svolta la giornata di studio ed approfondimento dal titolo “Mutamenti sociali nel sistema familiare – Nuove sfide per l’affido”.

L’affluenza è stata buona, complessivamente sono stati presenti:

  • 31 tra assistenti sociali ed operatori del settore, iscritti alla lista aperta dalla SdS,
  • 39 tra soci, sostenitori e volontari di altre associazioni in rete con Famiglia Aperta

La discussione, condotta da Pietro Galliani assistente sociale che da anni collabora con Famiglia Aperta sui progetti in convenzione, è stata seguita con interesse dai partecipanti.

Ha aperto i lavori l’Assessore Gianna Gambaccini, nella sua qualità di Presidente della Società della Salute Pisana. Ha ricordato come il tema dell’affido sia balzato agli onori della cronaca di recente, ma a suo avviso non bisogna generalizzare e invece affrontare il problema con estrema serietà. Il legislatore dovrebbe rivedere in taluni punti la normativa sull’affido ed è necessario avere mezzi più adeguati per interventi più efficaci.

La Garante per l’infanzia e l’adolescenza per la Toscana Camilla Bianchi, non potendo essere presente per precedenti impegni, ha inviato un saluto che ha letto  Raffaella Nardini.

In questo mese di novembre ricorre il trentennale della Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e adolescenza e questo da ulteriore valore al nostro convegno, che fa riflettere sul tema dell’affidamento familiare. Ricorda che il compito di cura e tutela del minore non riguarda solo le persone che gli stanno vicino, ma tutta la società e le istituzioni in prima istanza.

Sabina Ghilli, Direttrice della Società della Salute Pisana, assicura il suo impegno per far partire il progetto “Coccole in ospedale” e spera che entro l’anno sia firmato il protocollo per attivare il progetto da gennaio prossimo. Ritiene importante la collaborazione con l’Associazione Famiglia Aperta , che porta con i suoi volontari un’esperienza fondamentale.

Poi fornisce alcuni dati sull’affido che evidenziano un calo sia per quelli familiari, che per quelli inseriti in struttura. Bisogna quindi lavorare per capire meglio la problematica.

Maria Atzeni, Responsabile U.O. assistenza sociale sul territorio pisano, apre i lavori dal punto di vista tecnico, intrattenendo i presenti sui mutamenti sociali che hanno cambiato la struttura della famiglia e la sua disponibilità verso l’accoglienza. Oggi sono molte le famiglie monoparentali, a geometria variabile, ricomposte e quindi più complicate. Maggiori le difficoltà di inserimento nel tessuto sociale, sia per difficoltà occupazionali, sia di impegno lavorativo, che si traducono in problemi economici da un lato e in eventi emotivamente depressivi dall’altro. Questo ha cambiato l’approccio all’affido.

Poi c’è il bambino, che spesso viene immaginato dalle famiglie accoglienti in un modo che non corrisponde alla realtà. Lui però ha in mente solo la sua famiglia, il papà e la mamma, di cui dobbiamo tener conto e con cui bisogna relazionarci.

Fa poi degli esempi concreti raccontando la sua esperienza e i momenti di emozioni positive che ripagano delle tante fatiche per seguire i progetti. Il bambino va coinvolto nel progetto di inserimento, a seconda della sua età e capacità, va sentito e per quanto possibile accontentato. Talora gli affidi non funzionano perché il bisogno del bambino è stato disatteso e l’inserimento è avvenuto senza capire le sue esigenze.

Parla anche del Servizio Sociale e della difficoltà degli operatori a lavorare in questo campo. Ma, nonostante vengano attribuite loro tutte le colpe per le cose che non vanno, continuano a lavorare con una motivazione che talvolta stupisce.

Tutto il mondo che ruota intorno all’affido deve cambiare, anche i progetti presentati dalle associazioni vanno ripensati per adeguarsi ai tempi che cambiano.

L’intervento di Anna D’Antona, attuale Presidente di Famiglia Aperta, si apre con il racconto della nascita e della storia dell’associazione. Ricorda la sua costituzione in ODV nel 1993, la spinta data ai comuni per l’apertura dei Centri Affido, ancora non presenti in zona, la Casa-famiglia di Caprona, che nasce per accogliere bambini e ragazzi in un ambiente che si ispira alla famiglia e che si appoggia al volontariato. Parla della collaborazione con i S.S. di Pisa e di Livorno per l’attuazione di azioni di miglioramento nei Centri affido e per la diffusione della cultura dell’accoglienza.

Poi svolge un attento esame dei soggetti dell’affido, partendo dal bambino, passando alla famiglia affidataria e a quella naturale, ricordando i ruoli dei S.S. e dell’Associazione stessa. Di tutti questi soggetti traccia “luci” e “ombre”, ponendo domande.

Conclude con una domanda fondamentale: Il Centro affidi è un servizio essenziale? E, se questo è vero, perché non ci sono fondi sufficienti a portare avanti una politica adeguata sul territorio?

Come ricorda Pietro Galliani, il nostro moderatore, l’intervento successivo ci porta fuori del nostro piccolo contesto provinciale e spazia sulle problematiche nazionali.

Marco Giordano è infatti il portavoce del Tavolo Nazionale Affido. Ricorda un’esperienza molto interessante che ha vissuto partecipando a Roma per 2 anni agli incontri di un gruppo attivato dal Ministero delle Politiche sociali, che ha portato alla emanazione delle linee guida nazionali sull’affido.

Sull’argomento della giornata pone due interrogativi:

qual è la motivazione di molte coppie che si avvicinano all’affido? spesso è quella di famiglie che vogliono adottare, ma questa motivazione può evolvere;

– è vero che la disponibilità all’affido è diminuita, ma dipende spesso dal minore tempo a disposizione della famiglia e questo non può essere una colpa.

Parla poi degli adolescenti che sono la categoria più disagiata tra quelle che sperimentano l’affido familiare. Oltre ai problemi che derivano dalle famiglie d’origine, si assommano quelli propri dell’età.

La maggior parte delle famiglie che prendono in affido un adolescente lo hanno già conosciuto in comunità o in altri ambiti (scolastici o sportivi). Quindi occorre organizzare momenti d’incontro per poterli conoscere da vicino.

A suo avviso il malessere si deve intercettare in ambito scolastico, con un maggior impegno da parte di insegnanti e di altri genitori, magari i rappresenti di classe.

Abbiamo un eccesso di affidi disposti dal tribunale e pochi consensuali. Ma perché l’affido consensuale sia possibile bisogna che il genitore naturale si fidi dell’assistente sociale che glielo propone; questo implica una conoscenza approfondita che spesso manca.

La politica di prevenzione va attivata dai Servizi Sociali e dai comuni, che si accorgeranno che a medio termine risulta meno dispendioso economicamente.

A suo parere anche le persone che lavorano in rete (A.S., volontari di associazioni, ecc..) devono conoscersi meglio e stimarsi per lavorare bene insieme.

Infine, deve passare nella cultura generale l’idea che l’affido fa bene anche alla famiglia che accoglie.

Prende la parola Massimo Bartoletti, psicologo e psicoterapeuta, che collabora da anni con il Servizio Sociale di Pisa per conto di Famiglia Aperta.

Da psicologo pone l’accento sulle due grandi domande che sono imprescindibili per qualsiasi persona:

– la prima è “chi sono”, e rappresenta l’identità psicologica di ognuno di noi e quindi anche del bambino in affido;

– la seconda è “da dove vengo”, e riguarda il senso di appartenenza.

Queste sono due domande che bisogna porsi quando ci si trova davanti a un bambino in affido. Da questo discende l’importanza che la famiglia affidataria conosca la storia del bambino e quella della famiglia d’origine. In questa attività è essenziale che gli affidatari siano supportati dagli operatori e seguiti dal punto di vista psicologico.

Dice un vecchio professore: “un bambino felice è un bambino pensato“. Cioè deve sentire che si trova in un ambiente accogliente e capire perché non sta più con i suoi genitori.

Parla poi del progetto di accoglienza, che si svolge in 3 fasi:

  1. la prima fase è quella della “luna di miele”,
  2. la seconda è quella in cui il bambino ti mette alla prova,
  3. la terza è quella dell’equilibrio.

Attenzione a quello che si può chiamare “conflitto di lealtà”. Spesso il bambino con genitori fragili viene adultizzato e si sente in colpa per non poter aiutare i genitori in difficoltà. Va aiutato anche in questo caso a superare questo problema psicologico.

Dopo un breve ma interessante dibattito, si è svolta la pausa pranzo.

Alla riapertura dei lavori interviene Pasquale Addesso, magistrato a Como ed esperto in materie giuridiche, fiscali e previdenziali che riguardano gli affidi familiari.

Quando si pensa di accogliere un minore in famiglia si pensa solo agli aspetti psicologici del bambino e alle problematiche di inserimento in contesti diversi da quelli di origine. Invece, spesso si va incontro a problemi burocratici che la famiglia affidataria non può risolvere da sola.

Nei decreti di affidamento quasi mai si fa riferimento alle problematiche fiscali, assistenziali e previdenziali. Quindi gli affidatari si accorgono solo dopo che oltre all’aspetto educativo ci si deve occupare di aspetti giuridici talvolta di difficile soluzione. Anche i professionisti (commercialisti, patronati, ecc..) non hanno esperienza specifica e devono improvvisare. I servizi sociali, in genere, non hanno competenza in materia e, invece, dovrebbero essere formati.

Della questione si è interessato, in collaborazione con il Tavolo Nazionale Affido, riunendo le normative e le osservazioni in un libro dal titolo “Affidamento familiare: Profili fiscali, contributivi, ISEE e amministrativi”.

Purtroppo i problemi possono venire alla ribalta anche dopo che l’affido è finito, mettendo in difficoltà la famiglia accogliente.

Parla poi delle varie questioni di cui si è occupato:

  • differenza tra affidamento diretto e collocamento,
  • le detrazioni IRPEF per il minore,
  • la residenza,
  • i congedi parentali.

Tutte queste difficoltà potrebbero far apparire l’affido come un’esperienza eroica, ma occorre supportare gli affidatari fornendo loro le risposte che cercano e quando possibile anticipandole.

Prendono la parola due componenti importanti del Centro Affidi di Pisa, Rachele Vitali assistente sociale, e Cristina Cavallaro, psicologa.

La loro è un’equipe multidisciplinare che precede la decisione del Servizio Sociale sull’idoneità delle famiglie che danno disponibilità all’affido.

Raccontano ampiamente degli strumenti utilizzati per comprendere meglio le motivazioni delle famiglie accoglienti e che le aiutano ad immaginare le situazioni che potrebbero verificarsi nei rapporti con il bambino e la famiglia naturale. Guidano le famiglie a riflettere sui ruoli educativi, affettivi e sociali e le aspettative del bambino. Le dinamiche di attaccamento-separazione, la comunicazione empatica ed altro ancora formano gli argomenti di questi incontri.

La fiducia e l’ottimismo sono la bussola che consente di lavorare nell’ottica della creazione di un cambiamento.

Infine, interviene Raffaella Nardini, vice presidente dell’associazione, che ha lavorato al progetto “Coccole in ospedale”, in collaborazione con Cristina Cavallaro, Laura Guerrini neonatologa, Paolo Ghirri direttore della neonatologia a Pisa (che purtroppo ci ha lasciati di recente).

Racconta che un neonato, pur se nella prima fase della vita non è in grado di esprimere nulla verbalmente, però recepisce gli stimoli e percepisce come noi ci approcciamo a lui. Studi ed esperienze cliniche ci dicono che il neonato che non viene accudito in maniera esclusiva e tattile nei primi giorni di vita, avrà delle ferite che porterà con sé per sempre.

La risposta dei volontari disponibili a coccolare è stata sorprendente, ma ha trovato un ostacolo nella firma del protocollo da parte della Azienda Ospedaliera Pisana, che si spera venga superato presto, come ha detto la d.ssa Ghilli.

Un altro progetto innovativo per Pisa, ma pensato da lungo tempo dalla nostra associazione, è quello delle “Famiglie ponte“, che prevede l’affidamento familiare di bambini piccolissimi (0 -24 mesi) per un periodo breve, possibilmente inferiore all’anno, e consente di evitare lunghe permanenze in ospedale o in comunità ai bambini che si trovino in situazioni di elevata incertezza sulla loro futura collocazione. In questo modo il bambino potrà ricevere quell’accudimento che gli permetterà di creare legami affettivi forti anche nei suoi rapporti futuri.

Dopo un altro momento di dibattito e riflessioni, il convegno si chiude il pomeriggio alle 17,00.

 

 

 

 

 

 

Mutamenti sociali nel sistema familiare_Nuove sfide per l’affido

Famiglia Aperta,  in collaborazione con la Società della Salute Pisana, ha organizzato il Convegno  “Mutamenti sociali nel sistema familiare – Nuove sfide per l’affido” che si terrà alle Officine Garibaldi il 30 novembre.

L’incontro, a cui parteciperanno anche Marco Giordano, Presidente del Tavolo Nazionale Affido e Pasquale Addesso, magistrato di Como, vuole aiutarci a riflettere sui mutamenti sociali del sistema familiare e sulle sfide che questo comporta anche in relazione all’affido che, come sappiamo, è una forma di accoglienza poco conosciuta.

Con questa iniziativa l’Associazione Famiglia Aperta, in collaborazione con la Società della Salute Pisana, intende rilanciare e focalizzare l’attenzione sull’Affidamento Familiare, a partire dalla normativa vigente e tenendo conto delle nuove prospettive e delle possibili innovazioni che i cambiamenti sociali e culturali pongono a questa forma di solidarietà che conserva intatto il suo grande valore civile.

L’iniziativa è rivolta sia agli operatori che si occupano di affido e di sostegno alla fragilità genitoriale, sia alle famiglie affidatarie o comunque interessate ad un percorso di apertura e accoglienza.

Per informazioni è possibile contattare Anna al +39 347 3027300Raffaella al +39 342 0959888 oppure scrivere a presidenza.famigliaaperta@gmail.com. Trovate informazioni sull’evento anche sulla nostra pagina facebook

Per le iscrizioni contattare claudia.vincenti@ancitoscana.it

Sono previsti crediti formativi per gli assistenti sociali.

A richiesta verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

Ecco il programma della giornata di studio e riflessione:

Ecco la sala in cui si svolgerà il nostro convegno, ora occorre riempirla con la nostra gente e non solo con le sedie!!!
Intervenite numerosi!

Festa di laurea per Elisa

Elisa, tra tutti i ragazzi che sono state ospitati nel corso degli anni nella Casa Famiglia di Caprona, è stata la prima a raggiungere un traguardo importante: ha terminato con successo il suo percorso di Studi alla Facoltà di Psicologia dell’Università di Firenze.

La Casa Famiglia di Caprona ha organizzato una bella festa per condividere con Elisa l’obiettivo raggiunto: sono intervenuti anche gli educatori, Fabio e Antonella, che l’hanno accolta quando fece il suo ingresso da ragazzina e l’hanno guidata durante tutta la sua permanenza.

Elisa era emozionata, oltre che per la bella accoglienza (non mancavano cibi e dolci), anche quando ha letto la lettera della sua professoressa, che le ha fatto molti complimenti:

“sono io che desidero ringraziarti per avermi dato modo di conoscere un mondo non facile da contattare. Hai fatto un ottimo lavoro con responsabilità, pazienza e competenza. Ho visto in te un grande cambiamento da quando ci siamo conosciute durante il corso.  È veramente un gran piacere quando ci viene data la possibilità di fare un percorso della vita insieme.

Ti auguro ogni successo e di dare corpo ai tuoi sogni”

Prof.ssa S. G.
Department of Education, Languages, Intercultures,
Literatures and Psychology

Per i ragazzi presenti adesso nella Casa Famiglia è stata una bella testimonianza perché si sono resi conto che l’Associazione continua a seguirli anche dopo i 18 anni.

Un bel risultato per tutto il gruppo che ha collaborato alla sua crescita, ma non il solo: c’è un’altra ragazza, Angelica,  che sta frequentando l’Università adesso ed una, Blessing, che si è sposata e ha due bei bambini.

Per questo vale la pena di continuare ad impegnarsi!

 

 

Corso Fad – Tavolo Nazionale Affidi

Corso FAD sull’Affidamento Familiare

Il Tavolo Nazionale Affido, con il Patrocinio Morale del CNOAS (Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali), ha lanciato un corso FaD (Formazione a Distanza) ad accesso gratuito, di dodici lezioni, sul tema “AFFIDAMENTO FAMILIARE, PERCHÉ E COME? Principi, metodi, buone prassi e prospettive nei documenti del Tavolo Nazionale Affido”.
Tramite la pagina web www.tavolonazionaleaffido.it/fad è possibile prenotare la propria partecipazione gratuita.


Il corso è rivolto a: assistenti sociali, altri operatori e professionisti del sociale, famiglie affidatarie, volontari, studenti
La fruizione del corso, e l’ottenimento dei 6 crediti formativi per gli assistenti sociali, è prevista a partire dal  prossimo 15 settembre 2019 (e per i dodici mesi successivi). A tutti sarà rilasciato un attestato di partecipazione.

Il seminario si articola in 12 relazioni, della durata di circa 30 minuti ciascuna.

Il seminario, fruibile in modalità asincrona (in qualunque giorno e orario), si articola in relazioni videoregistrate, accompagnate dal’’utilizzo di slide, dai documenti elaborati dal Tavolo Nazionale Affido e da suggerimenti bibliografici e sito−grafici per l’approfondimento personale.  Al termine di ogni relazione, i partecipanti compilano un modulo di verifica volto a favorire l’auto−valutazione del grado di comprensione dei contenuti trattati.

Agli assistenti sociali che vi partecipano vengono riconosciuti 6 crediti formativi. A tutti i corsisti viene rilasciato un attestato di partecipazione.

La segreteria del Tavolo Nazionale Affido

Scarica la Brochure

Vedi una demo e diffondi.

Due film in giardino: L’affido familiare raccontato da grandi registi

Cari amici,
siamo alla quarta edizione dei “Film in Giardino”.
Vi aspettiamo presso la casa famiglia ” Croce del Sud ” di Caprona – in Via Dante Alighieri 41/a a Caprona per due serate all’insegna del Cinema, che è capace di raccontare, con le sue immagini, l’affido familiare e le tematiche legate ai minori.
Un’occasione per incontrarci, proposta da chi vive questa esperienza-percorso e dedicata a chi ha domande, curiosità legate a questo tema a noi caro.
L'affido familiare raccontato da grandi registi

Due film in giardino

Ci troviamo alle ore 21,00 per le proiezioni:
  • il 13 settembreIl ragazzo con la bicicletta regia di Jean-Pierre Dardenne e Luc Dardenne
  • il 20 settembre  “Martian Child” regia di Menno Meyjes
La visione è gratuita. 
Vi aspettiamo numerosi|
 
P.S. – Le previsioni del tempo danno aria più fresca e, quindi, consigliamo un giacchetto e una sciarpa.