Ottobre: mese dell’affido – Due film a San Zeno

In occasione del ‘𝐌𝐞𝐬𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐀𝐟𝐟𝐢𝐝𝐨’ quest’anno la nostra 𝐜𝐚𝐦𝐩𝐚𝐠𝐧𝐚 𝐝𝐢 𝐬𝐞𝐧𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 prevede due giornate all’insegna del grande 𝐂𝐢𝐧𝐞𝐦𝐚 che è capace di raccontare l’affido familiare e le tematiche legate ai minori.
Vi invitiamo alla proiezione di 𝐝𝐮𝐞 𝐟𝐢𝐥𝐦 𝐬𝐮𝐥 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐞𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐢 al Centro Polivalente San Zeno, in Via San Zeno, 17 a Pisa.
– domenica 2 Ottobre h. 17,00: “𝐋𝐞 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐯𝐢 𝐝𝐢 𝐜𝐚𝐬𝐚 ” di Gianni Amelio
– domenica 16 Ottobre h. 17,00: “𝐊𝐨𝐥𝐲𝐚” di Jan Svěrák
Un’occasione speciale per incontrarci, dedicata a chi ha domande, curiosità legate a questo tema a noi caro.
Sarà per tutti un 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐟𝐥𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐫𝐨𝐧𝐭𝐨 e avremo l’opportunità di conoscerci, confrontarci sulle singole esperienze e sulla disponibilità di ognuno per un 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨 𝐝𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐢𝐫𝐞 𝐢𝐧𝐬𝐢𝐞𝐦𝐞.
L’ingresso è gratuito!
Confidiamo nella vostra partecipazione e diffusione dell’iniziativa tra i vostri conoscenti interessati all’affidamento familiare.
Dopo la proiezione ci sarà spazio per un confronto sulle tematiche affrontate e le emozioni sollecitate.
Vi aspettiamo numerosi!

Assemblea annuale 2022

VERBALE ASSEMBLEA ORDINARIA E STRAORDINARIA del 19 giugno 2022

Il 19 giugno 2022, alle ore 17,30, presso la sede in via Dante Alighieri 41/a – Caprona (PI), si è riunita l’Assemblea dell’Associazione Famiglia Aperta (APS) per discutere e deliberare il seguente ordine del giorno:

In via ordinaria:

  • Approvazione del Bilancio e rendiconto della situazione contabile 2021,
  • La situazione degli affidi part-time e full-time a Pisa,
  • Aggiornamenti sulla Comunità a dimensione Familiare “Croce del sud”,
  • I rapporti con i Servizi Sociali di Pisa e il progetto sull’Autonomia dei ragazzi neo-maggiorenni,
  • Andamento della Convenzione con i Servizi Sociali di Livorno,
  • Elezione del Consiglio direttivo;

In via straordinaria:

  • Integrazione documentale dello Statuto dell’Associazione, richiesta dall’Ufficio Terzo Settore del Comune di Pisa al fine della Trasmigrazione al RUNTS.

Il Presidente Anna Maria D’Antona dichiara aperta la seduta e chiama a fungere da Segretario il sig. Giuseppe Salerno. Il Presidente constata la presenza, in proprio o per delega, dei seguenti associati:

In proprio: Gino Meucci, Miriam Ricci, Giovanna Mannucci, Cecilia Cardella, Antonio Piccioli, Piera Cosulich, Felice Pantone, Celina Scarlatti, Anna Maria D’Antona, Giuseppe Salerno, Rossella Bargellini, Riccardo Lorenzi, Antonietta Pisani, Giorgia Delli Cicchi, Paola Pozzoli, Flavia Casarosa, Rosa Danza, Pietro Galliani, Simone Ciulla, Giulia Ciancico, Chetty Ciucci, Piergiorgio Masi, Valentina Marrai;

Per delega:Antonio Casarosa, Michele Veninata, Marcella Bendinelli, Teresita Picardi, Giorgio Montagnoli, Antonietta Delfino, Antonella Biegi, Emanuela Bertini, Stefania Salerno, Diana Fiorini, Rita Borsi, Silvia Carniani, Gabriele Mannocci, Gabriella Giuntoli, Camilla Pantone, Francesca Lodolini, Giovanni Lorenzi, Giulio Lorenzi, Fabio Mordà, Wladi Lupi, Patrizia Tosetto, Tommaso Tamburrini, Giovanna Cuzzola, Matteo Menghi, Marco Marrone.

Il Presidente rileva che l’Assemblea è regolarmente costituita e, per quanto riguarda gli argomenti all’ordine del giorno in via ordinaria, passa la parola al dr. Mazzanti dello Studio Guidi che ha predisposto il Bilancio per l’anno 2021. Il dr. Mazzanti espone brevemente la situazione finanziaria dell’Associazione, riconoscendo che i conti sono tenuti in ordine e facilmente tracciabili. Copia del Bilancio viene distribuita ai soci che lo approvano all’unanimità. Viene dato l’incarico allo Studio Guidi di nominare un revisore dei conti.

Il Presidente aggiorna brevemente l’assemblea sulla situazione degli affidi part-time e full-time a Pisa, sui gruppi di in-formazione per le nuove famiglie affidatarie, e sulla complessa situazione del Servizio Sociale di Pisa per i minori, che sta attraversando un lungo periodo di riorganizzazione.

Pietro Galliani sottolinea che il Servizio ha difficoltà a lavorare sulla prevenzione e spesso interviene quando le situazioni sono già gravi. Questo ha comportato anche l’innalzamento dell’età dei minori che vengono dichiarati affidabili, con situazioni sempre più complesse. Gli incontri per il sostegno alle famiglie affidatarie, nonostante le difficoltà della comunicazione on-line dovuta al Covid, si sono rivelati per questo sempre più importanti. Tuttavia si nota un crescente individualismo che frena la creazione di uno spirito di gruppo e la partecipazione anche agli eventi di socializzazione proposti, come quelli che si sono tenuti a San Rossore.

Il Centro Affidi di Livorno, supportato da un’equipe multi-disciplinare, sta svolgendo un buon lavoro sia per la promozione dell’affido che per il supporto alle famiglie affidatarie.

Il Presidente relaziona anche sulle iniziative che sono state portate avanti dall’Associazione per sensibilizzare la cittadinanza al tema dell’affido, con due eventi:

  • il primo ha coinvolto il Liceo Artistico di Pisa, che ha realizzato un “Murales”, applicato sul muro del Convento di Santa Croce in Fossabanda e inaugurato alla fine di una “Camminata” che ha attraversato il centro della città e ha coinvolto molte persone;
  • il secondo ha coinvolto la Scuola F. Filzi, di fronte alla quale è stata adottata dall’Associazione una rotatoria, con una merenda e dei giochi per i bambini.

Simone Ciulla, coordinatore della Comunità di Caprona, relaziona sulla situazione della comunità, che attualmente vede la presenza di 4 ragazzi che stanno facendo un percorso di crescita importante. Nel periodo di chiusura per Covid, i ragazzi si sono comportati con grande responsabilità, nonostante siano venuti a mancare i rapporti con i volontari e le famiglie che ruotano intorno alla comunità.

Durante l’estate i ragazzi faranno due periodi di vacanze in montagna e al mare, con gli operatori, e diversi campi solari.

Felice Pantone spera che a settembre si possa ripartire con la proiezione di film nel giardino della comunità, come ulteriore occasione di socializzazione e sensibilizzazione.Passando poi alla trattazione dell’argomento all’ordine del giorno in via straordinaria, Il Presidente constata che l’Assemblea è validamente costituita ai sensi dell’art. 7 dello Statuto vigente, essendo stato raggiunto il quorum di 2/3 dei soci. Alla data di oggi, infatti, i soci regolarmente iscritti nell’apposito libro sono 71 ed i 2/3 sono 47. La somma dei presenti (23) e delle deleghe (25) è di 48.

Il Presidente chiarisce che le integrazioni sono state richieste dall’Ufficio del Terzo Settore del Comune di Pisa per la transizione dell’Associazione al Registro Nazionale del Terzo settore (RUNTS). Si tratta di integrazioni di carattere formale e non sostanziale, rimanendo uguali le finalità e le attività indicate nello Statuto.

Il Presidente apre poi la discussione e propone di mettere in votazione le integrazioni allo Statuto, che vengono approvate all’unanimità.

Si dà mandato al Presidente di provvedere alla registrazione della presente deliberazione con le integrazioni allo Statuto.

Si passa quindi alla votazione per l’elezione del nuovo direttivo. Vengono confermati i seguenti soci:

– Anna Maria D’Antona – Giorgia Delli Cicchi – Flavia Casarosa – Rosa Danza – Antonietta Pisani – Pietro Galliani – Felice Pantone.

Non essendovi altro da deliberare, il Presidente dichiara chiusa la seduta alle ore 19,30 dello stesso giorno, previa stesura, lettura e sottoscrizione del presente verbale.

Il Segretario                                                                                                          Il Presidente

(Giuseppe Salerno)                                                                                       (Anna Maria D’Antona)

Una nuova Bibbiano in Lunigiana?

Famiglia Aperta, in attesa che il quadro sia più completo e che la magistratura si esprima sul caso, pensa sia opportuno fare alcune considerazioni per quanto accaduto nei giorno scorsi in Lunigiana.

L’affidamento familiare è la prima scelta da percorrere e l’opzione più auspicabile per i bambini, in quanto ricrea l’ambiente relazionale di cui hanno bisogno,

Ci sono però situazioni così complesse per le quali sono necessarie anche competenze specifiche che le famiglie, con tutta la buona volontà, non possono mettere in campo, In questi casi l’inserimento in una Comunità a dimensione familiare è il supporto migliore che si possa offrire a ragazzi, spesso adolescenti, con disagi difficilmente gestibili in contesti non professionali.

Inoltre è sempre più difficile reperire nuove famiglie affidatarie a causa anche dei cambiamenti sociali degli ultimi anni. Quello che è successo nelle case di accoglienza in Lunigiana crea gravi danni prima di tutto ai ragazzi coinvolti, ma anche alle numerose Comunità familiari che si impegnano mettendo in campo non solo le professionalità, ma anche il coinvolgimento affettivo ed emotivo sia degli operatori che dei volontari che spesso sostengono il loro lavoro.

Ecco il dettaglio dei fatti deplorevoli sull’articolo di oggi de L’Avvenire che, purtroppo, evidenzia analogie con le note vicende di Bibbiano.

Riportiamo e condividiamo in pieno le parole di Luciana Checcucci per il Coordinamento toscano UBI MINOR, in linea con il pensiero di Famiglia Aperta

La lettura di alcuni articoli sulla stampa relativi alla orrenda risposta data dai servizi sociali ai bisogni di famiglie e persone minori fragili mi spinge ad alcune riflessioni. 

La prima concerne la consuetudine di eludere la legge sull’adozione e l’affidamento che chiaramente indica per ogni minore il diritto a crescere in famiglia e, là dove questo non sia possibile, in una famiglia debitamente formata che lo accolga e accompagni per il periodo necessario al ristabilirsi di condizioni sufficientemente buone nella sua famiglia naturale. Soltanto in maniera residuale è permessa l’accoglienza in strutture e di tipo famigliare. 

La seconda riguarda il fatto che per attuare quanto normato servono risorse per strutturare, in maniera non lacunosa nel territorio, i Centri affido e dotarli delle figure professionali necessarie all’espletamento delle loro funzioni. 

Una fra le funzioni più trascurate dai Centri affido è proprio quella della promozione dei contenuti e delle procedure affermate dalla legge in tutela delle persone minori di età: se la comunità non è stimolata a conoscere e capire la rilevanza dell’Istituto dell’affidamento, difficilmente si perverrà a costituire un gruppo di persone disponibili e preparate a sostenere la crescita in famiglia dei minori che ne hanno bisogno. Questo primo anello mancante della catena di protezione induce a ricorrere con troppa leggerezza all’inserimento in comunità, dando spesso giustificazioni legate all’emergenza.

Anche l’esplorazione del territorio di competenza, alla ricerca del bisogno che esprime non ha  risorse sufficienti e, spesso, si arriva all’intervento di protezione soltanto quando le condizioni personali “malate” di ciascuno dei componenti la famiglia sono eclatanti, le relazioni sono gravemente deteriorate e le dinamiche familiari così consolidate da richiedere un lavoro intenso per essere disciolte.                                 

Fin qui siamo soltanto all’azione di prevenzione. Quando si arriva, finalmente, ad occuparsi del minore in condizione di bisogno e della sua famiglia naturale si vede che non tutti i territori hanno il loro Centro affidi e allora operano, in una solitudine più o meno profonda, gli Assistenti sociali. La solitudine per l’operatore è la sua più grande fatica. E’ una condizione di lavoro che va assolutamente superata perché anche soltanto la condivisione e il confronto con altre figure professionali possono aprire la strada per un affidamento che riuscirà nel suo intento di tenere in famiglia un bambino o un ragazzo. Dopo l’affidamento seguono la realizzazione del progetto e il suo monitoraggio. Chi starà vicino alle famiglie coinvolte nel progetto? In molti dei Centri affido mancano le necessarie figure professionali e parliamo di assistente sociale, psicologo, educatore dedicati. Dedicati perché svolgono il loro compito in maniera, oltre che competente, continuativa, che diventano conoscenti veri delle persone che stanno accompagnando. 

La seconda riflessione riguarda gli organizzatori ad alto livello di questo servizio di tutela e la loro incapacità di essere efficaci e puntuali nel controllo di come le loro leggi e procedure vengono attuate. La mia ipotesi è che non siano ben considerati rapporti fra necessità e risorse attribuite, considerando fra le risorse anche la selezione del personale impiegato. 

La terza ed ultima riflessione considera che contro i malfattori, che hanno fatto la scelta di essere indifferenti al bene comune e che, anzi, il senso civico non sanno neppure cosa sia, con difficoltà si potranno ottenere definitive vittorie. Però sarebbe auspicabile che avessero giuste condanne e poca visibilità e che invece questa visibilità fosse per le moltissime persone che agiscono non solo nel rispetto della legge, ma che si mettono in gioco con le loro competenze genitoriali per essere insieme ai bambini e ai ragazzi che hanno bisogno di una famiglia per crescere.

Congedo COVID-19 per quarantena scolastica dei figli in favore dei lavoratori dipendenti

L’articolo 5 del decreto-legge 8 settembre 2020, n.111 ha introdotto, a favore dei genitori lavoratori dipendenti, un congedo indennizzato da utilizzare per astenersi dal lavoro, in tutto o in parte, in corrispondenza del periodo di quarantena del figlio convivente e minore di anni quattordici, disposta dal Dipartimento di prevenzione della ASL territorialmente competente a seguito di contatto verificatosi all’interno del plesso scolastico.

Il congedo di cui trattasi può essere fruito nei casi in cui i genitori non possano svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile e comunque in alternativa a tale tipologia di svolgimento dell’attività lavorativa. Il menzionato congedo può essere fruito da uno solo dei genitori conviventi con il figlio oppure da entrambi, ma non negli stessi giorni, per periodi di quarantena scolastica dei figli ricompresi tra il 9 settembre 2020 (data di entrata in vigore del citato decreto-legge) e il 31 dicembre 2020.

L’articolo  prevede la possibilità di beneficiare del congedo di cui trattasi per i soli genitori lavoratori dipendenti escludendo, pertanto, dalla misura sia i genitori lavoratori autonomi sia i genitori iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335.
I congedo può essere fruito anche da lavoratori dipendenti affidatari o
collocatari di minore per il quale sia stata disposta, dal Dipartimento di prevenzione della ASL territorialmente competente, la quarantena a seguito di contatto verificatosi all’interno del plesso scolastico.

Scarica la circolare completa del 2 ottobre dell’Inps per visualizzare tutte le informazioni e le modalità per presentare la domanda, che deve essere inviata esclusivamente in modalità telematica tramite portale web dal sito www.inps.it,

5 x 1000 a Famiglia Aperta

Caro socio e caro amico,

come sai Famiglia Aperta è una Associazione che si dedica all’Affidamento Familiare e lo promuove come via da seguire quando gravi problemi non consentono alle famiglie naturali di occuparsi dei propri figli. Noi cerchiamo di offrire a questi ragazzi un’opportunità per garantire un diritto che dovrebbe essere di tutti i bambini: crescere e formarsi in un ambiente sereno, al riparo dal rischio e dal disagio.

In proposito  ci piace sottolineare il lavoro che svolgiamo con la comunità familiare “Croce del Sud”, che abbiamo aperto a Caprona nel 1995 grazie alla determinazione dei volontari di Famiglia Aperta e alla Diocesi di Pisa, che ha concesso in comodato la grande casa che accoglie i ragazzi. Alle spese di gestione si fa fronte con il contributo dei Servizi Sociali che ci affidano i bambini.

Purtroppo questi contributi cessano al raggiungimento dei 18 anni dei ragazzi, ad un’età che non può certo corrispondere alla possibilità di vivere autonomamente: quasi tutti i ragazzi vanno ancora a scuola ……speriamo per diversi altri anni ancora. Abbiamo così fatto partire il progetto “Verso l’autonomia” per aiutarli a completare gli studi, a cercare un lavoro e una casa, a trovare la propria strada.

Se anche tu credi, come ci crediamo noi, che si può davvero trasformare il loro sogno in realtà, ti chiediamo di sostenerci destinando il 5 x 1000 dell’IRPEF a Famiglia Aperta, apponendo, nel riquadro del sostegno al volontariato della Certificazione Unica, del mod. 730 o della “Dichiarazione Redditi Persone fisiche”,

la tua firma ed il codice fiscale di FAMIGLIA APERTA

93019130504

Ti ringraziamo per l’attenzione che ci hai prestato e ti invitiamo a prendere contatto con la nostra Associazione di volontariato per illustrarti meglio cosa facciamo, cosa ci piacerebbe fare ed in particolare il funzionamento della Comunità familiare di Caprona ed il progetto “Verso l’Autonomia” per cui chiediamo il tuo aiuto.

Articolo sul “Tirreno” – Cresciamo insieme, progetto del C.A di Livorno

Articolo del Tirreno del 25 maggio 2016
«Cresciamo insieme» è il nuovo progetto del Centro Affidi di Livorno
Il Comune ha lanciato una campagna di informazione sul tema della solidarietà familiare e sullo strumento dell’affido. Si chiama “Cresciamo insieme” ed è un “progetto di sensibilizzazione, promozione ed innovazione dell’affidamento familiare” realizzato dal Centro Affidi comunale con l’Associazione Famiglia Aperta, associazione delle famiglie affidatarie, che conta un’esperienza più che ventennale.
«”Cresciamo insieme” vuole essere una luce puntata sui bambini bisognosi di cure
genitoriali – dichiara Ina Dhimgjini -, bambini che hanno alle spalle storie dolorose di
famiglie in difficoltà. Con questa campagna puntiamo a ridare nuova visibilità e impulso allo strumento dell’affido, una forma di amore del tutto altruistica e per questo difficile ma al tempo stesso bellissima. Sono infatti passati 14 anni dall’ultima campagna sull’affido e questa iniziativa è stata anche inserita nelle nostre linee programmatiche nel mandato che abbiamo ricevuto dal Consiglio Comunale, a testimonianza di quanto questo tema stia a cuore a tutti».
Per la realizzazione di questa nuova campagna, l’amministrazione ha impegnato 25 mila euro (capitolo sociale bilancio), una cifra sicuramente importante di questi tempi. «Ripeto, siamo molto orgogliosi di dare vita ad un progetto sull’affido familiare – prosegue l’assessore al sociale Ina Dhimgjini. L’indice dei minori che hanno bisogno di sostegno è molto significativo: è giusto dunque dare visibilità allo strumento dell’affido, inteso come forma di solidarietà».
A Livorno, nel 2015 (fino ad oggi) le situazioni di minori in difficoltà sono 208 di cui 56
maschi e 63 femmine italiani, 66 maschi e 23 femmine stranieri. Di questi, 84 minori sono stati segnalati dalle autorità giudiziarie. Sempre su Livorno, spiega Irene Pietra Caprina, assistente sociale del Centro Affidi (con lei l’assistente sociale Laura Buggiani), in questo momento, ci sono 11 famiglie affidatarie, di cui 3 in valutazione, mentre sono 16 le richieste di affido per 16 bambini, 4 di cui provengono da altri comuni. Gli affidi attivi, invece, sono 60: 50 full time (affidamenti intrafamiliari), e 18 part time (tra collocazione esterna e nucleo familiare originario). La campagna, afferma Senia Bacci Graziani, dirigente dei servizi sociali, vuole rispondere, con una nuova progettualità, ai bisogni mutati, in forte crescita, del 24% rispetto lo scorso anno.
«La campagna – continua Irene Pietra Caprina – si articolerà in vari modi: attraverso la
distribuzione di materiale promozionale in luoghi come l’ospedale e i consultori, ma anche sul retro degli autobus e nei centri commerciali. Saranno organizzati incontri ad hoc sul tema affido, come spettacoli teatrali, ci sarà l’inserimento di uno spot prima dell’inizio dei film nelle arene estive, verrà attuato un progetto di sensibilizzazione nelle scuole“.
La novità, spiegano Senia Bacci Graziani, Martina Pulcrano e Simone Ciulla, educatrice e psicologo dell’Associazione Famiglia Aperta, sono i “Gruppi di parola” che avranno come destinatari i minori che, nei gruppi, potranno raccontare e condividere le loro esperienze.

Rosanna Harper