Ringraziamenti dalla Caritas

Abbiamo ricevuto i ringraziamenti dalla Caritas diocesana di Pisa per l’iniziativa di quest’anno in occasione del Natale.

Il gesto di di solidarietà di Famiglia Aperta nei confronti di tante famiglie con bambini in difficoltà è arrivato anche all’Arcivescovo.

Abbiamo donato cesti natalizi, preparati dal Chicco di Senape e distribuiti tramite la Caritas, alcune parrocchie e realtà territoriali a famiglie con minori per poter rendere più “dolce” la festa del Natale.

GRAZIE!

 “Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità!” (1Cor 13,13)

Carissima,

ti scriviamo per ringraziare te e la tua Associazione del dono di “50 ceste natalizie” confezionate con cura e attenzione dal Chicco di Senape, che ci avete fatto pervenire in occasione del Natale.

Li abbiamo già distribuiti ad altrettante famiglie con minori che in questo modo hanno potuto rendere più “dolce” la festa del Natale.

Vi ringraziamo perché avete creduto nel nostro stile, nei nostri mezzi, e confidate nella nostra continua ricerca di promozione di qualsiasi essere umano.

Siamo felici che tante persone come voi si accorgano che molte famiglie hanno bisogno della condivisione di quello che abbiamo e di quello che siamo per vivere un Natale più vero.

Nei giorni scorsi abbiamo condiviso anche con l’Arcivescovo il significato del vostro dono, ed il valore aggiunto della scelta di prodotti del commercio equo e solidale e anche lui si unisce al nostro ringraziamento.

Riconoscenti, assicuriamo la nostra preghiera per te e la tua associazione al Dio della vita.

Ecco qui il testo completo della lettera di ringraziamento che il Direttore Emanuele Morelli ha inviato a Famiglia Aperta,

 

Auguri di Buone Feste

La città di Foz do Iguacu ha concesso la cittadinanza onoraria a Filomena

Suor Filomena Rubano ha ricevuto la cittadinanza onoraria dalla città di Foz do Iguacu, in Brasile.
Famiglia Aperta è gemellata da tempo con l’Associazione AFA,  che opera in Brasile nelle favelas con progetti sociali rivolti alle comunità più disagiate e ai tanti minori in situazioni di grave trascuratezza,  alla quale abbiamo concesso la borsa di studio intitolata a Pilar.
In questo video la testimonianza di Filomena, responsabile di AFA, che opera da più di vent’anni nella regione di Porto Meira che mostra il suo sentimento di gratitudine.
Suor Filomena  si è sempre impegnata in progetti sociali, dimostrandosi persona disponibile ad aiutare in una situazione di vulnerabilità sociale.
Continua ancora oggi a  mostrare la sua fedeltà alla passione che ha sempre messo in questo impegno.
Filomena Rubano rappresenta per tutti un esempio di amore,  carità e solidarietà.
Continua ad operare in Brasile con l’obiettivo di mostrare un mondo differente con la speranza di vivere in un mondo più giusto e più umano,

Auguri di salute per tutti dall’Associazione del Comitato Ipiranga

Tony López González è una dottoressa, un terzo spagnola, un terzo inglese ed un terzo brasiliana.

Lei viaggia su e giù per l’Amazzonia con una barca sanitaria, ogni tanto si ferma a “riposare” dagli amici di AFA. Tra l’altro è una delle maggiori esperte mondiali in malattie tropicali e di conseguenza di pandemie, come quella che sta decisamente sfinendo tutti noi.

Auguri a tutti dall’Associazione del Comitato Ipiranga con la speranza che la magia del Natale faccia ritornare presto l’abbraccio umano.

Una nuova Bibbiano in Lunigiana?

Famiglia Aperta, in attesa che il quadro sia più completo e che la magistratura si esprima sul caso, pensa sia opportuno fare alcune considerazioni per quanto accaduto nei giorno scorsi in Lunigiana.

L’affidamento familiare è la prima scelta da percorrere e l’opzione più auspicabile per i bambini, in quanto ricrea l’ambiente relazionale di cui hanno bisogno,

Ci sono però situazioni così complesse per le quali sono necessarie anche competenze specifiche che le famiglie, con tutta la buona volontà, non possono mettere in campo, In questi casi l’inserimento in una Comunità a dimensione familiare è il supporto migliore che si possa offrire a ragazzi, spesso adolescenti, con disagi difficilmente gestibili in contesti non professionali.

Inoltre è sempre più difficile reperire nuove famiglie affidatarie a causa anche dei cambiamenti sociali degli ultimi anni. Quello che è successo nelle case di accoglienza in Lunigiana crea gravi danni prima di tutto ai ragazzi coinvolti, ma anche alle numerose Comunità familiari che si impegnano mettendo in campo non solo le professionalità, ma anche il coinvolgimento affettivo ed emotivo sia degli operatori che dei volontari che spesso sostengono il loro lavoro.

Ecco il dettaglio dei fatti deplorevoli sull’articolo di oggi de L’Avvenire che, purtroppo, evidenzia analogie con le note vicende di Bibbiano.

Riportiamo e condividiamo in pieno le parole di Luciana Checcucci per il Coordinamento toscano UBI MINOR, in linea con il pensiero di Famiglia Aperta

La lettura di alcuni articoli sulla stampa relativi alla orrenda risposta data dai servizi sociali ai bisogni di famiglie e persone minori fragili mi spinge ad alcune riflessioni. 

La prima concerne la consuetudine di eludere la legge sull’adozione e l’affidamento che chiaramente indica per ogni minore il diritto a crescere in famiglia e, là dove questo non sia possibile, in una famiglia debitamente formata che lo accolga e accompagni per il periodo necessario al ristabilirsi di condizioni sufficientemente buone nella sua famiglia naturale. Soltanto in maniera residuale è permessa l’accoglienza in strutture e di tipo famigliare. 

La seconda riguarda il fatto che per attuare quanto normato servono risorse per strutturare, in maniera non lacunosa nel territorio, i Centri affido e dotarli delle figure professionali necessarie all’espletamento delle loro funzioni. 

Una fra le funzioni più trascurate dai Centri affido è proprio quella della promozione dei contenuti e delle procedure affermate dalla legge in tutela delle persone minori di età: se la comunità non è stimolata a conoscere e capire la rilevanza dell’Istituto dell’affidamento, difficilmente si perverrà a costituire un gruppo di persone disponibili e preparate a sostenere la crescita in famiglia dei minori che ne hanno bisogno. Questo primo anello mancante della catena di protezione induce a ricorrere con troppa leggerezza all’inserimento in comunità, dando spesso giustificazioni legate all’emergenza.

Anche l’esplorazione del territorio di competenza, alla ricerca del bisogno che esprime non ha  risorse sufficienti e, spesso, si arriva all’intervento di protezione soltanto quando le condizioni personali “malate” di ciascuno dei componenti la famiglia sono eclatanti, le relazioni sono gravemente deteriorate e le dinamiche familiari così consolidate da richiedere un lavoro intenso per essere disciolte.                                 

Fin qui siamo soltanto all’azione di prevenzione. Quando si arriva, finalmente, ad occuparsi del minore in condizione di bisogno e della sua famiglia naturale si vede che non tutti i territori hanno il loro Centro affidi e allora operano, in una solitudine più o meno profonda, gli Assistenti sociali. La solitudine per l’operatore è la sua più grande fatica. E’ una condizione di lavoro che va assolutamente superata perché anche soltanto la condivisione e il confronto con altre figure professionali possono aprire la strada per un affidamento che riuscirà nel suo intento di tenere in famiglia un bambino o un ragazzo. Dopo l’affidamento seguono la realizzazione del progetto e il suo monitoraggio. Chi starà vicino alle famiglie coinvolte nel progetto? In molti dei Centri affido mancano le necessarie figure professionali e parliamo di assistente sociale, psicologo, educatore dedicati. Dedicati perché svolgono il loro compito in maniera, oltre che competente, continuativa, che diventano conoscenti veri delle persone che stanno accompagnando. 

La seconda riflessione riguarda gli organizzatori ad alto livello di questo servizio di tutela e la loro incapacità di essere efficaci e puntuali nel controllo di come le loro leggi e procedure vengono attuate. La mia ipotesi è che non siano ben considerati rapporti fra necessità e risorse attribuite, considerando fra le risorse anche la selezione del personale impiegato. 

La terza ed ultima riflessione considera che contro i malfattori, che hanno fatto la scelta di essere indifferenti al bene comune e che, anzi, il senso civico non sanno neppure cosa sia, con difficoltà si potranno ottenere definitive vittorie. Però sarebbe auspicabile che avessero giuste condanne e poca visibilità e che invece questa visibilità fosse per le moltissime persone che agiscono non solo nel rispetto della legge, ma che si mettono in gioco con le loro competenze genitoriali per essere insieme ai bambini e ai ragazzi che hanno bisogno di una famiglia per crescere.

Festa del Volontariato

Il 5 dicembre di ogni anno si festeggia la Giornata internazionale del volontariato
Questa giornata è stata così designata dalla risoluzione 40/212 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 17 dicembre 1985.

Lo scopo della giornata internazionale del volontariato è quello di riconoscere il lavoro, il tempo e le capacità dei volontari in tutto il mondo.

L’attività di volontariato è quella di sostenere le iniziative di pace, gli aiuti umanitari e di assistenza medica, il monitoraggio dei diritti umani e il supporto di organizzazioni non lucrative di utilità sociale.

Per festeggiare questa giornata vi proponiamo un video che raccoglie eventi organizzati nel corso del tempo da Famiglia Aperta.
 
Speriamo di poterne programmare presto tanti altri insieme
Guardatelo sul nostro canale YouTobe

Incontri di in-formazione

Ricordiamo a tutti che sono attivi i corsi di in-formazione all’affido familiare.

I corsi sono utili per tutti quanti vogliano avvicinarsi a questo tipo di accoglienza, approfondire alcuni aspetti, condividere riflessioni e prospettive con altre persone che stanno guardando allo stesso tipo di cammino.

Gli incontri sono organizzati e gestiti da un assistente sociale dell’Associazione Famiglia Aperta e da una socia con esperienza di affido.

Al momento tutti gli incontri sono in modalità online.

i gruppi partono appena raggiungiamo un numero minimo di partecipanti, e

Gli incontri avranno una cadenza bisettimanale.

Incontri in-formazione

Per informazioni e iscrizioni tel.  +39 347 3027300 e +39 370 303 2602

Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

Oggi è la giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza
Si celebra la data in cui la Convenzione internazionale (Convention on the Rights of the Child) sui diritti dell’infanzia venne approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, il 20 novembre 1989.
Ogni anno, il 20 novembre, si ricorda questa data in quasi tutti i paesi del mondo.
Tutti i paesi del mondo (ad oggi aderiscono alla Convenzione 194 Stati), ad eccezione degli Stati Uniti, hanno ratificato questa Convenzione.
La Convenzione è stata ratificata dall’Italia il 27 maggio 1991 con la legge n. 176. L’ultimo paese ad aver ratificato la convenzione è stato la Somalia.
La Convenzione è uno strumento giuridico e un riferimento a ogni sforzo compiuto in cinquant’anni di difesa dei diritti dei bambini; è composta da 54 articoli.
Scarica qui la Convenzione ONU completa
Qui invece trovi “”I diritti dei bambini in parole semplici” – versione Inbook
Ogni anno decine di milioni di bambini in tutto il mondo non hanno la possibilità di vivere la loro infanzia serenamente: molti sono costretti a lavorare e non vanno a scuola.
Specifici articoli della Convenzione, come quello sul diritto del minore a essere parte attiva delle decisioni che lo riguardano (articolo 12) e quello che prevede che il principio guida di ogni decisione debba essere “il superiore interesse del bambino” (articolo 3), non sono rispettati nella pratica in molti paesi che hanno nel tempo ratificato la Convenzione.
Festeggiamo la Giornata dell’Infanzia con il famoso dipinto Bambina in blu di Amedeo Modigliani, in occasione del centenario della sua morte.

Amedeo Modigliani – Bambina in blu.1918. Olio su tela

Borsa di studio in ricordo di Pilar

“Se un bambino vive l’accoglienza e l’amicizia, impara a trovare l’amore nel mondo”

Annamaria Columbu, detta Pilar, è stata con alcuni amici la fondatrice dell’Associazione Famiglia Aperta, che dal 1993 promuove la cultura dell’accoglienza attraverso l’affido familiare nei confronti di bambini e ragazzi provenienti da famiglie in difficoltà, per dar loro una speranza di crescita serena.

Le persone che l’hanno conosciuta ne ricordano la profonda forza d’animo, la vivace intelligenza e la generosa disponibilità verso gli altri.

L’Associazione, per ricordare il suo esempio e il suo grande impegno nell’offrire la possibilità ad ogni bambino di trovare un ambiente accogliente in cui diventare grande,  ha istituito una Borsa di Studio che consenta a ragazzi e giovani, che si impegnano in vario modo verso i minori, di realizzare il loro desiderio.

La borsa di studio verrà assegnata, a giudizio del Consiglio Direttivo dell’Associazione, in base ai criteri di:

  • impegno in attività di sostegno e solidarietà verso minori in difficoltà,
  • impegno in studi indirizzati a promuovere e salvaguardare i diritti dei minori,
  • difficoltà ambientali in cui operano nei confronti di minori in situazioni di grave trascuratezza,

Famiglia Aperta da tanti anni condivide i suoi obiettivi con l’Associazione AFA, fondata 25 anni fa da Padre Arturo Paoli a Foz do Iguaçu in Brasile, che opera nelle favelas con progetti sociali rivolti alle comunità più disagiate e ai tanti minori in situazioni di grave trascuratezza.

Per questo motivo il Consiglio Direttivo ha deciso di attribuire la Borsa di studio di euro 1.500 per l’anno 2020 ad una ragazza dell’associazione AFA, per consentirle di realizzare il suo desiderio, che ha espresso in questa frase:

Mi chiamo Claudia Souza dos Santos, sono una ragazza di 37 anni e da 8 mesi faccio parte dell’Associazione Fraternidade Aliança. Quest’anno ho deciso di tornare a studiare per qualificarmi al servizio e per servire le persone con cui lavoriamo e anche quelle che vengono da noi. Sento di essere grata di poter essere parte di un lavoro che cerca di promuovere e salvare la dignità della persona umana

Una Vacanza per crescere insieme

Ringraziamo la Regione Toscana – Settore Welfare per l’ammissione al finanziamento del nostro progetto “Una Vacanza per crescere insieme”.

Famiglia Aperta quest’anno ha partecipato all’avviso pubblico del D.D.R. 10402/20 per la concessione di contributi finalizzati alla realizzazione di Campi estivi con pernottamento per promuovere il benessere psico-fisico di bambini/e e ragazzi/e di età compresa tra i 6 e i 18 anni.

Una vacanza per crescere insieme

Relazione sulle attività svolte

Il soggiorno estivo, che si è svolto al Campo estivo di Marina Bibbona per due settimane nel mese di luglio, ha avuto come elemento centrale l’aspetto ludico attraverso il quale è stato possibile fornire ai ragazzi opportunità e contesti in cui confrontarsi con i pari; ciò risulta fondamentale al fine di contribuire allo sviluppo e al consolidamento delle competenze socio-relazionali.

Le attività hanno quindi riguardato principalmente il contesto balneare, sia all’interno del camping che in altre zone della costa Livornese.

I ragazzi hanno partecipato a giochi in spiaggia, proposti dagli educatori, ed hanno partecipato attivamente a quelli degli animatori del villaggio, sempre rispettando le indicazioni delle norme sul Covid19.

Spiaggia

Sono state inoltre organizzate varie escursioni nei luoghi di principale interesse nei pressi del campeggi che hanno coinvolto tutti i ragazzi.

Camping

La Regione Toscana, con decreto dirigenziale  n. 14944 del 17/09/2020, ha riconosciuto al progetto di Famiglia Aperta un contributo di € 5.000,00

Campo estivo Marina Bibbona